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30 agosto 2026

Sinagoga, architettura ed ebraismo.

Giovedì 10 settembre, alle ore 21, la Sinagoga di Sabbioneta ospiterà un appuntamento di grande interesse storico e culturale: la conferenza "La Sinagoga di Sabbioneta: architettura ed ebraismo". La relazione sarà tenuta dall'architetto Enrico Maria Ferrari nell’ambito degli eventi collegati alla Giornata Europea della Cultura Ebraica. Ferrari, da anni impegnato nell'attività scientifica e di ricerca, ripercorrerà e aggiornerà le ricerche svolte durante gli studi universitari, precedenti al restauro dell'edificio. Saranno presentate fotografie inedite realizzate prima dei lavori di recupero e sarà proiettato un video con riprese aeree, effettuate mediante drone, che offriranno una prospettiva inedita della Sinagoga, delle sue strutture architettoniche esterne e del quartiere in cui, per secoli, visse la comunità ebraica di Sabbioneta. Durante l'incontro saranno inoltre approfonditi i profondi legami tra la millenaria cultura ebraica e l'architettura delle sinagoghe, luoghi destinati non solo alla preghiera e alle celebrazioni religiose, ma anche all'insegnamento della tradizione biblica e alla vita della comunità. L'evento, coordinato da Alberto Sarzi Madidini, è a ingresso libero e gode del patrocinio dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), della Comunità Ebraica di Mantova, del Comune di Sabbioneta, della Fondazione Sabbioneta Heritage e della Pro Loco.

2 agosto 2026

Tarcisio Tizzi

Nel settembre del 1996, trent'anni fa, veniva a mancare Tarcisio Tizzi, una delle personalità più significative della Sabbioneta del secondo Novecento. Sabato 26 settembre, nel Teatro all'Antica, sarà presentato il volume “Tarcisio Tizzi”, scritto da Alberto Sarzi Madidini ed Ernesto Flisi e pubblicato dalle Edizioni “A Passo d'Uomo” con il sostegno di Padania Alimenti. Il corposo volume raccoglie la biografia di Tarcisio, le sue poesie inedite e il Vocabolario del dialetto di Sabbioneta al quale aveva lavorato per anni senza riuscire a completarlo e pubblicarlo a causa della sua prematura scomparsa. Tarcisio Tizzi si è distinto per la straordinaria varietà dei suoi interessi in ambito culturale, sociale e civile. È stato protagonista della vita politica e del volontariato cittadino, oltre che artista, poeta, scrittore e appassionato studioso del dialetto e delle tradizioni locali. La serata non sarà una semplice presentazione editoriale, ma sarà articolata in un vero e proprio spettacolo dedicato alla sua memoria. Filmati d'epoca, letture di poesie in dialetto, rappresentazioni di scenette da lui scritte, testimonianze di chi lo ha conosciuto e interventi musicali con esponenti dello storico complesso dei Biulc e cantastorie in dialetto accompagneranno il pubblico in un emozionante viaggio alla scoperta della sua figura e della sua eredità culturale.

12 luglio 2026

I Foà da Sabbioneta agli States

La famiglia Foà, tra le più importanti della Comunità Ebraica di Sabbioneta, ha risieduto nella nostra città per secoli. Nel Cinquecento fondò una delle più importanti stamperie ebraiche del mondo, mentre nell’Ottocento uno dei suoi esponenti, Pio, divenne uno scienziato di fama internazionale. Dopo lo scioglimento della Comunità e la diaspora causata dalle leggi razziali, la famiglia è emigrata in varie parti del mondo. È di questi giorni la notizia che Jennifer L. Mnookin, moglie di Joshua Foa Dienstag e quindi nuora di Eleanor Foà, è la nuova presidente della Columbia University. La stessa università, una delle più prestigiose del mondo, aveva già in passato attinto alla storia dei Foà, scegliendo come logo del proprio Dipartimento di Studi Ebraici il marchio della stamperia di Sabbioneta. Eleanor Foà discendente della famiglia degli stampatori ebrei sabbionetani è stata presidente della American Society of Journalists and Authors, una delle principali associazioni professionali degli autori e dei giornalisti statunitensi. Da sempre legata a Sabbioneta, Eleanor ha visitato più volte la nostra città insieme ai figli per ritrovare i luoghi della memoria familiare, in particolare la Sinagoga e il Cimitero Ebraico. Ha inoltre offerto un concreto sostegno economico ai restauri del nostro patrimonio ebraico. Alla neopresidente della Columbia University, Jennifer L. Mnookin, rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro, accompagnati dall’invito a visitare Sabbioneta per rafforzare il legame storico che da secoli unisce la famiglia Foà alla Città Ideale dei Gonzaga.

21 maggio 2026

I Gonzaga alla battaglia di Lepanto

Sabato 30 maggio Palazzo Forti a Sabbioneta ospiterà un appuntamento storico-culturale di grande interesse dedicato alla Battaglia di Lepanto del 1571, uno degli eventi più significativi della storia europea. Lo storico Alfredo Balzanelli accompagnerà il pubblico in un percorso attraverso le vicende dello scontro navale che segnò profondamente gli equilibri del Mediterraneo e dell’Occidente. Alla battaglia parteciparono attivamente numerosi esponenti delle diverse famiglie Gonzaga dell’epoca, insieme ad altri nobili mantovani. Essi combatterono al fianco di figure di primo piano come Don Giovanni d’Austria, Sebastiano Venier e Marcantonio Colonna, prendendo parte a quella che viene ricordata come la più grande battaglia navale vinta da una flotta cristiana in età moderna. La vittoria della Lega Santa ebbe un rilevante impatto politico nel Mediterraneo e rappresentò un momento decisivo nella storia dell’Europa. Nel corso dell’incontro, Balzanelli – studioso specializzato nella dinastia Gonzaga – non si limiterà alla ricostruzione degli eventi militari, ma offrirà anche un approfondimento sul contesto politico, religioso e culturale che rese possibile quella storica impresa, mettendo in luce il ruolo della corte gonzaghesca nelle dinamiche internazionali del tempo. L’appuntamento rappresenta un’importante occasione per riscoprire il contributo di Mantova e delle sue famiglie nobiliari in una vicenda che contribuì a cambiare il destino dell’Europa.

22 aprile 2026

Sabbioneta protagonista su RAI5

Una troupe della RAI, guidata dalla regista Monica Ghezzi, ha recentemente fatto tappa sul nostro territorio per realizzare interviste e suggestive riprese dedicate a Sabbioneta. Il risultato è "Di là dal fiume e tra gli alberi – Sabbioneta, città metafisica nella Bassa Padana", un documentario che racconta l’anima di questo straordinario gioiello del Rinascimento, riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO. Tra natura, storie e volti, il viaggio si snoda tra le strade di una città unica, definita “metafisica” per le sue prospettive perfette e la sua atmosfera sospesa. Un luogo dove arte, cinema e memoria si intrecciano, dando vita a un racconto intenso e contemporaneo. Ma Sabbioneta non è solo storia: è un territorio vivo, che guarda al futuro. Qui, giovani talenti e anime creative stanno riscrivendo il presente, contrastando lo spopolamento e custodendo con passione un sogno rinascimentale che continua a evolversi. Il programma andrà in onda su RAI5 mercoledì 29 aprile alle 23:15 con successive repliche sabato 2 maggio alle 11:55, domenica 3 maggio alle 13:45, lunedì 4 maggio alle 08:15 e martedì 5 maggio 19:30. A partire da giovedì 30 aprile il documentario sarà disponibile su RaiPlay. Un appuntamento da non perdere per scoprire (o riscoprire) Sabbioneta: una città senza tempo, capace ancora di sorprendere, attraverso le storie e le voci dei suoi cittadini. Ringrazio la regista e gli autori per avere raccolto, e inserito nel documentario, anche la mia testimonianza e i miei ricordi.

Fotogramma dal film "Strategia del ragno" di Bernardo Bertolucci

12 aprile 2026

Presentazione della rivista Vitelliana

Domenica 26 aprile alle ore 17, nella suggestiva cornice della Chiesa di San Rocco, sarà presentato il nuovo Bollettino della Società Storica Viadanese, intitolato “Vitelliana, Viadana e il territorio mantovano fra Oglio e Po”. A introdurre il volume sarà Giorgio Milanesi, direttore di Vitelliana, che guiderà il pubblico alla scoperta dell’edizione 2025: un corposo lavoro di oltre 300 pagine, accompagnato da un quaderno contenente gli Atti della Giornata di Studi svoltasi a Bozzolo nel 2024. Il bollettino raccoglie saggi di carattere storico-artistico dedicati al territorio, firmati da autorevoli studiosi e ricercatori, tra cui Alessandro Bosoni, Anna De Rossi, Dennis Feudatari, Ernesto Flisi, Giuseppe Flisi, Anna Chiara Fontana, Oleg Grandi, Valter Rosa e Marco Sanguanini. Tra i contributi più rilevanti si segnalano gli approfondimenti sulla ritrattistica di Antonia del Balzo, su Cecilia Gallerani, su Cagnino Gonzaga e sulle vedute di Viadana realizzate da Paride Falchi. Il volume include inoltre recensioni e segnalazioni di libri, pubblicazioni e tesi di laurea. Nel corso dell’incontro interverranno anche Giovanni Sartori, che illustrerà il restauro di alcuni dipinti conservati nella chiesa di San Rocco, e Giuseppina Bacchi, con una relazione dedicata a Eleonora Gonzaga di Sabbioneta. L’appuntamento è anche un’occasione per ammirare il nuovo allestimento della chiesa, voluto dal parroco don Roberto Rota. L’ingresso è libero e aperto a tutti.

13 marzo 2026

Una giornata dedicata alla Zecca

Il Comune di Sabbioneta, con il patrocinio di Associazione Pro Loco e della Fondazione Sabbioneta Heritage, promuove l’iniziativa culturale “La Zecca di Sabbioneta. Monete, potere e cultura negli Stati dei Gonzaga”, in programma sabato 14 marzo, dalle ore 10.00 alle 18.00, presso Palazzo Forti. L’Aula Magna ospiterà un’esposizione numismatica con la partecipazione di commercianti di monete, medaglie e libri di interesse numismatico. Saranno inoltre esposte le monete del Ducato di Sabbioneta appartenenti al patrimonio dell’Associazione Pro Loco, insieme a libri e documenti storici relativi alla Zecca. Nella Sala Rosa si svolgeranno le relazioni scientifiche, coordinate da Alberto Sarzi Madidini, con interventi di storici e studiosi dedicati alla storia monetaria, politica e artistica degli Stati dei Gonzaga. Tra i temi affrontati: il valore della moneta nel passato e nel futuro, le imprese dei Gonzaga, la statua di Vespasiano Gonzaga, la monetazione in Lombardia tra Cinque e Seicento e il ruolo storico della Zecca di Sabbioneta. L’iniziativa è un’importante occasione di approfondimento storico e culturale, rivolta a studiosi, appassionati di numismatica e a tutti i cittadini interessati alla storia di Sabbioneta e del suo patrimonio ed ha l’intento di unire rigore scientifico e divulgazione.

28 febbraio 2026

Antonia Del Balzo, bisnonna di Vespasiano

Domenica 8 marzo, nell’Aula Magna di Palazzo Forti a Sabbioneta, in occasione della Festa della Donna, si terrà una conferenza storica dedicata alla figura di Antonia Del Balzo. Nobildonna napoletana, Antonia è la capostipite del ramo cadetto dei Gonzaga “di oltre Oglio”, madre di Lodovico, padre di Luigi Rodomonte e nonno di Vespasiano Gonzaga. Rimasta vedova nel 1496, Antonia trascorse gran parte della sua vita a Gazzuolo, dove diede vita a una piccola ma qualificata corte di artisti e letterati. Morì il 16 gennaio 1538 e fu sepolta nell’Oratorio di San Pietro di Belforte. La conferenza si aprirà con l’intervento di Alfredo Balzanelli, primo ad averle dedicato studi approfonditi, che introdurrà la figura della nobildonna ripercorrendone le vicende umane, dal suo arrivo dal Regno di Napoli a Mantova come giovane sposa fino al ruolo svolto all’interno della famiglia Gonzaga. A seguire, Anna De Rossi presenterà i risultati delle sue più recenti ricerche sulla ritrattistica di Antonia Del Balzo, che hanno portato ad ampliare il numero delle opere a lei attribuite. Tra queste, un busto marmoreo della giovane nobildonna realizzato da Francesco Laurana e un disegno conservato nel Gabinetto dei Disegni del Louvre, attribuito a Francesco Bonsignori, nel quale l’effigiata appare riccamente abbigliata e adornata di preziosi gioielli. La prima vera occasione per conoscere la bisnonna di Vespasiano Gonzaga.

17 febbraio 2026

Il mondo alla rovescia

Dal 2008 Mantova e Sabbioneta fanno parte della prestigiosa lista dei siti UNESCO, un riconoscimento che negli anni avrebbe dovuto tradursi in una valorizzazione coerente e di alto livello. Eppure, non tutte le iniziative promozionali sembrano essere state all’altezza di tale patrimonio. Fa discutere, in particolare, una recente pubblicazione della Regione Lombardia, il libretto intitolato "Ingegno e bellezza, i siti UNESCO della Lombardia". L’opuscolo, di 40 pagine, presenta appena dieci fotografie dei siti lombardi riconosciuti dall’UNESCO, lasciando ben trenta pagine completamente bianche. Una scelta editoriale difficile da comprendere. A sorprendere non è solo l’impostazione grafica, ma anche la tipologia delle immagini selezionate: in molti casi risultano poco significative o scarsamente riconoscibili. Emblematico il caso del sito Mantova-Sabbioneta, rappresentato da un dettaglio dello scalone del Palazzo del Podestà; foto tecnicamente ottima ma priva di un chiaro riferimento visivo al valore universale del sito. E mentre in Lombardia la promozione appare timida e discutibile, dall’altra parte del mondo l’attenzione verso il sito UNESCO sembra più curata. In Australia, infatti, la PICS (Postcard Interactive Company of Sydney) ha realizzato una cartolina dedicata a Mantova e Sabbioneta, utilizzando un’immagine suggestiva della Galleria degli Antichi. La fotografia è attribuita ad “A. Moorea”, lasciando aperta l’ipotesi che lo scatto sia opera di un autore australiano. Un paradosso che invita alla riflessione: perché un patrimonio culturale di casa nostra sembra trovare maggiore valorizzazione visiva in Oceania che in Lombardia? Il mondo alla rovescia … appunto.

8 novembre 2025

Paride Falchi trent’anni dopo

Nel 2025 ricorrono i trent’anni dalla scomparsa di Paride Falchi, pittore sabbionetano riconosciuto come il maggior interprete del paesaggismo padano del dopoguerra. Ancora oggi i sabbionetani ricordano la sua figura gentile, in sella a un motorino o a una bicicletta, con la cassetta dei colori pronta per una nuova tela. Dopo le recenti mostre che gli sono state dedicate dal Museo Diotti di Casalmaggiore e dal Comune di Mantova nella Casa del Rigoletto, le celebrazioni per il trentennale si concludono nella sua città, Sabbioneta, con un incontro pubblico in programma sabato 15 novembre 2025, alle ore 16, nel Teatro all’Antica. Ne parleranno Valter Rosa (docente di storia dell’arte, critico e curatore di mostre), Ernesto Flisi (preside e scrittore) e il maestro Guidi Rubini (pittore e musicista). Interverrà inoltre Ombretta Falchi, nipote di Paride, che porterà la sua testimonianza diretta presentando un libro dedicato alla memoria del nonno. Nel corso dell’evento sarà anche proiettato un filmato sulla vita e sull’attività artistica di Paride Falchi e al termine sarà possibile visitare, accompagnati dai relatori, la mostra permanente di opere di Paride e Aldo Falchi allestita nelle sale di Palazzo Ducale. L’iniziativa, a ingresso libero, è organizzata con il sostegno del Comune di Sabbioneta, della Fondazione Sabbioneta Heritage e della Pro Loco.

9 ottobre 2025

Tersilla Federici incanta il pubblico con le sue poesie

Nella suggestiva cornice del Teatro all’Antica di Sabbioneta si è tenuta la presentazione dei due più recenti libri di Tersilla Federici, poetessa e ricercatrice sabbionetana: “Passeggeri col sorriso di pioggia” (in edizione bilingue italiano–inglese) e “A colloquio con il vento”. All’incontro, particolarmente partecipato, è intervenuto Massimo Gherardini, caporedattore di Dantebus Edizioni, la casa editrice romana che pubblica le opere della Federici. Nel suo intervento, Gherardini ha definito l’autrice “la Alda Merini di Commessaggio”, sottolineando come la serata abbia registrato “una presenza di pubblico superiore a quella di eventi analoghi organizzati a Roma”. “La poesia di Tersilla — ha aggiunto Gherardini — è un richiamo all’essenza, in una società che troppo spesso insegue l’avere e l’apparire. È questa la bellezza che salverà il mondo.” Durante l’incontro, Tersilla Federici e Marcella Luzzara hanno letto e commentato alcune poesie tratte dalle due raccolte, regalando al pubblico momenti di intensa emozione. Le opere della Federici saranno protagoniste anche alla Fiera del Libro del Territorio Oglio Po, in programma a Bozzolo il 25 e 26 ottobre. La presentazione, coordinata da Alberto Sarzi Madidini, è stata realizzata con il sostegno del Comune di Sabbioneta, della Fondazione Sabbioneta Heritage e della Pro Loco.

8 settembre 2025

Il popolo del libro

Sabbioneta partecipa fin dalla prima edizione del 2000 alla Giornata Europea della Cultura Ebraica per ricordare ed evidenziare l’importanza della presenza ebraica nella storia della città. L’edizione di quest’anno si terrà domenica 14 settembre e avrà come tema “Il popolo del libro”, a sottolineare il ruolo centrale che i libri hanno rivestito nella tradizione e nella storia dell’ebraismo. Un tema particolarmente significativo per Sabbioneta, la cui fama internazionale della locale comunità è legata soprattutto alla stamperia che, nella seconda metà del Cinquecento, pubblicò opere fondamentali per la salvaguardia della cultura ebraica europea. Domenica il Centro Culturale “A Passo d’Uomo”, fondato da don Ennio Asinari e da decenni punto di riferimento per la vita culturale cittadina, organizza la manifestazione “Libri tra le mura” da annoverare tra gli eventi di rilievo che si tengono a Sabbioneta. In questo ambito terrò la conferenza “Il popolo del libro, gli ebrei a Sabbioneta”, alle ore 16 nel Palazzo Ducale: un’occasione per ripercorrere la storia della comunità ebraica nella città murata, l’attività della stamperia e le pubblicazioni che, nel corso dei secoli, hanno tramandato le testimonianze storiche sulla presenza ebraica locale. In questa cornice saranno esposti anche libri antichi e recenti, compresi alcuni rari volumi stampati proprio a Sabbioneta nel Cinquecento. La giornata di domenica si aprirà alle 10:30 con una visita guidata al cimitero di Borgofreddo, dedicata a chi desidera approfondire ulteriormente la conoscenza della presenza ebraica sul territorio.

17 agosto 2025

Ippolito il sabbionetano

Nei pressi di Fossalta di Portogruaro (VE) sorge la località di Fratta. Fino alla fine del Settecento vi si trovava un castello, reso celebre da Ippolito Nievo che, nel suo romanzo "Le Confessioni di un Italiano", ambientò qui le vicende dell’infanzia e della giovinezza del protagonista, Carlo Altoviti. Del castello oggi restano poche tracce, mentre è stato restaurato il “cortino”, divenuto sede del Museo Letterario dedicato a Ippolito Nievo e centro culturale polivalente. In una delle sue sale sono conservati ed esposti cimeli legati all’autore di uno dei più importanti romanzi dell’Ottocento italiano, secondo soltanto ai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Uno di questi cimeli riporta direttamente a Sabbioneta, poiché Antonio Nievo, padre di Ippolito, vi trascorse quattro anni in qualità di pretore. Come ricorda il manifesto esposto, Antonio fu poi trasferito forzatamente dal governo austriaco a causa delle sue frequentazioni locali non gradite agli occupanti. Lo stesso Ippolito, che trascorreva le estati con il padre nella casa di via Giulia presa in affitto dalla famiglia Ottolenghi, risultava iscritto all’anagrafe della città gonzaghesca. Ne consegue che il sabbionetano più noto non sia, come comunemente si crede, Vespasiano Gonzaga — condottiero, politico e mecenate il cui nome, tuttavia, non figura nei manuali scolastici — bensì Ippolito Nievo.

9 luglio 2025

L’Aron ritrovato

L’attuale Sinagoga di Sabbioneta fu edificata nel 1824 ristrutturando un ampio edificio all’interno del quale, già dal XVI secolo, esisteva una sala destinata alla preghiera della comunità ebraica locale. L’Aron cinquecentesco della precedente Sinagoga era un armadio piuttosto semplice, sul cui frontale compariva la scritta: "Mah nora ha-maqom ha-zeh" – "Quanto è tremendo questo luogo!", una citazione tratta dal libro della Genesi. Fu custodito a Sabbioneta fino all’inizio degli anni Settanta del Novecento, quando lo studioso Umberto Nahon decise di trasferirlo in Israele. Un’operazione che oggi solleverebbe comprensibili obiezioni, ma che all’epoca avvenne senza contestazioni, in un ambito culturale meno sensibile alla tutela del patrimonio storico. L’Aron venne portato a Gerusalemme e collocato in un’istituzione religiosa di ebrei ortodossi nei pressi del Muro del Pianto, dove rimase per decenni. Da alcuni anni però se ne erano perse le tracce. Oggi, grazie a lunghe ricerche da me avviate e portate a termine con l’impegno fondamentale di Giuseppe Minera, l’Aron è stato finalmente ritrovato. È stato infatti Uri Chameides, direttore d’orchestra italo-israeliano e amico di Minera, a individuare la sua attuale collocazione: una scuola di religiosi tradizionalisti nei pressi della Stazione Centrale di Gerusalemme. L’Aron è sostanzialmente in buone condizioni, sebbene presenti alcune parti mancanti e necessiti di un restauro. Il vero problema, però, è che si trova in stato di abbandono: non viene utilizzato e il rabbinato di Gerusalemme, che ne detiene la proprietà, non sembra avere consapevolezza del suo valore storico e culturale. Lancio una provocazione: e se, attraverso i canali istituzionali e diplomatici, ne chiedessimo la restituzione?

2 giugno 2025

Un vescovo da Ponteterra

Anselmo Rizzi era un ragazzino con la vocazione religiosa, decise quindi di intraprendere gli studi teologici nel seminario di Mantova; lì ebbe modo di conoscere Giuseppe Sarto, vescovo della città gonzaghesca e futuro papa Pio X. Anselmo venne ordinato sacerdote il 17 aprile del 1897, all’età di 22 anni. Tra i suoi primi incarichi ci fu l’investitura ad arciprete e vicario foraneo presso la parrocchia di Ostiglia. In seguito, gli venne conferito l’incarico di segretario del comitato diocesano di Mantova. Non ancora trentanovenne, il 4 giugno 1913, fu eletto vescovo di Adria (Rovigo) e si insediò il 15 dicembre di quell’anno, tenendo il giorno seguente il primo pontificale con l’omelia nella locale cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nel periodo della sua reggenza episcopale appoggiò la rinascita del movimento giovanile cattolico, stimolando inoltre la fondazione di scuole di religione in ogni parrocchia diocesana al fine di distogliere i giovani dall’indottrinamento esercitato nel territorio dal regime fascista. Mons. Anselmo Rizzi era una figura energica che, da vescovo di Adria, si prodigò per assicurare la stabilità delle rendite della chiesa locale, per il loro utilizzo a sostegno del clero e delle attività delle comunità parrocchiali. Morì il 19 ottobre 1934. La peculiarità di questo alto prelato è che è nato il 20 ottobre 1874 a Ponteterra. Dovrebbe essere l’unico vescovo originario del nostro comune e, come tale, personalità da ricordare e celebrare. Osservo che a Ponteterra la maggior parte delle vie e delle strade sono dedicate a personaggi che nulla hanno a che vedere con la frazione di Sabbioneta.

5 maggio 2025

I Biulc sono tornati

Un pubblico numeroso ed entusiasta ha assistito alla serata “Il ritorno dei Biulc” che ho organizzato congiuntamente all’Associazione Amici del Teatro all’Antica di Sabbioneta per rivivere gli anni ’70 e ’80 con il gruppo musicale dialettale "I Biulc", una delle creazioni della multiforme personalità di Tarcisio Tizzi, che ne fu il fondatore e l’autore delle canzoni. Il gruppo, appositamente ricostituito per l’occasione con gli stessi membri di allora, ha riproposto dal vivo le canzoni del tempo. Sono state lette poesie dialettali, aneddoti, filastrocche, e sono stati proiettati video e foto in omaggio e ricordo di Tarcisio Tizzi, di cui la figlia Raffaella ha ricordato la figura poliedrica e la straordinaria varietà di interessi che hanno caratterizzato le sue attività in ogni campo. Il pubblico che ha gremito il Teatro ha assistito a un tuffo nel passato della seconda metà del Novecento, caratterizzato da canzoni e poesie in dialetto. Ringrazio Ernesto Flisi, che fu a lungo collaboratore di Tarcisio nelle trasmissioni di radio RC29, che ha accettato il ruolo di presentatore. Ringrazio inoltre gli sponsor e i patrocinatori: il Comune di Sabbioneta, la Fondazione Sabbioneta Heritage, l’Associazione Pro Loco, la Panguaneta, e l’Ortofrutticola Genovesi e Anversa. L’anno prossimo, in occasione dei trent’anni dalla scomparsa prematura di Tarcisio, sarà fondamentale creare occasioni per riscoprire il pensiero di un uomo straordinario che sapeva magistralmente descrivere la civiltà in cui viveva. Siamo già al lavoro…

15 aprile 2025

Eleonora di Sabbioneta

 A Brescia, nel Centro Culturale MITA, è in corso in questi mesi la mostra "Il matrimonio del secolo" che si propone di rievocare l'importanza storica, culturale e artistica delle nozze tra Girolamo Martinengo di Padernello ed Eleonora Gonzaga di Sabbioneta. Nel 1543 l’evento vide la città di Brescia al centro di un raffinato intreccio di arte e mecenatismo ben rappresentato dalle opere esposte che comprendono dipinti, tappeti e arazzi che costituivano parte del corredo nuziale dell'epoca. Elementi che testimoniavano il prestigio delle due famiglie e il fasto delle celebrazioni. Narrano le cronache cha la sposa arrivò a Brescia scortata da cento cavalieri ma purtroppo il matrimonio fu infelice perché Eleonora morì di parto dopo solo due anni, nel 1545. Presso la National Gallery of Arts di Washington è conservato un ritratto, dipinto da Alessandro Bonvicino detto Moretto, che si ritiene effigiare appunto Eleonora Gonzaga, figlia di Lodovico e Francesca Fieschi. Era quindi la sorella minore della ben più famosa Giulia a cui, stando al ritratto, assomigliava in bellezza ed eleganza. La mostra, che è un’occasione per conoscere un personaggio sabbionetano ignoto ai più, chiuderà il prossimo 4 maggio.

9 febbraio 2025

Salviamo l'archivio Anghinelli

Si è tenuta, nel Teatro all’Antica di Sabbioneta alla presenza di un folto pubblico, la presentazione dei volumi “Cercatori di origini”, cinquant’anni di ricerche archeologiche dei fratelli Antonio e Sergio Anghinelli tra Oglio e Po (1965 – 2015). Si tratta di una poderosa pubblicazione in due tomi che raccoglie i saggi, le catalogazioni e i disegni frutto delle campagne di scavo effettuate dai due archeologi nella loro lunghissima carriera. Amici e collaboratori vicini ai due fratelli hanno esaminato questi documenti, digitalizzati e, grazie alla Associazione Inventio di Casalmaggiore e ad un gruppo di sponsor, trasformarti in una prestigiosa opera libraria. Nel suo saluto la dott.ssa Chiara Marastoni, funzionaria archeologa della Soprintendenza, ha sottolineato come i fratelli Anghinelli avessero la straordinaria abilità di curare i rapporti con il territorio e di tutelare i reperti che sono un patrimonio di tutti. Angelo Ghiretti archeologo, curatore dei volumi, ha raccontato di come due fratelli con la licenza di quinta elementare, ma con grandi doti, siano stati i primi a trovare siti archeologici sconosciuti. Due personalità con la caratteristica di praticare un’archeologia moderna, in grado di essere capillare e globale sul territorio. Sono seguite le testimonianze di James Tirabassi, Laura Campanini e Giuseppina Bacchi, che hanno raccontato episodi e aneddoti, anche curiosi, in qualità di amici e collaboratori dei due fratelli di Casaletto. La presentazione è terminata con la proiezione di un documentario preparato dal videomaker Pierluigi Bonfatti Sabbioni. Nei miei interventi ho evidenziato il forte legame di Sergio e Antonio con Sabbioneta: la frequentavano e amavano a tal punto da avere più volte espresso il desiderio di fare un lascito a favore della città gonzaghesca. Inoltre ho sollecitato il superamento dei vincoli burocratici che al momento impediscono di dare degna sistemazione all’enorme mole di materiale e documentazione scientifica raccolto negli anni dai fratelli Anghinelli in modo da renderla disponibile per gli studiosi.

22 gennaio 2025

Giornata della memoria

Recentemente Sabbioneta ha celebrato i duecento anni dalla costruzione della sinagoga che, insieme al cimitero di Borgofreddo, testimonia della secolare presenza di una comunità ebraica. La stamperia cinquecentesca, il ruolo economico delle famiglie ebraiche nell'800, la donazione della chiesa dell'Incoronata alla parrocchia, le grandi personalità, attestano di una presenza attiva e dinamica che ha avuto una straordinaria importanza per Sabbioneta e il suo territorio. Tra pochi giorni, come ogni anno il 27 di gennaio, si celebra la "Giornata della Memoria", che consente di ricordare anche quei provvedimenti che segnarono l'inizio delle persecuzioni: le folli leggi razziali vennero avvallate nel 1938 dal re Vittorio Emanuele III che ad inizio secolo aveva invece ratificato la nomina dell’ebreo sabbionetano Giuseppe Ottolenghi alla carica di ministro della guerra. Vittime delle leggi razziali furono i discendenti delle famiglie ebraiche sabbionetane che, come Carlo Foà, figlio di Pio, furono esautorati dai loro ruoli e costretti ad emigrare all'estero. Anche le successive deportazioni nei campi di concentramento nella Germania nazista fecero vittime: negli elenchi degli ebrei deportati compaiono i nomi di decine di esponenti delle famiglie Foà e Forti. A Parma ci sono due pietre di inciampo che ricordano Giorgio Nullo Foà e sua madre Doralice Muggia che non fecero più ritorno alle loro case. La Giornata della Memoria può essere un’occasione per sabbionetani e turisti per visitare la Sinagoga e la mostra “I Gonzaga e gli ebrei” in corso nella sala della Gran Guardia di Palazzo Ducale.

2 gennaio 2025

La Sabbioneta di Neroni

Matteo Neroni era un cosmografo pisano che, alla corte dei Medici, realizzò un gran numero di carte geografiche dipinte e lumeggiate in oro, tutte purtroppo perdute. Del Neroni rimane però un prezioso album manoscritto contenente le piante di 175 città e fortezze italiane, europee e del bacino del mediterraneo. Un atlante militare che è stato riprodotto, a cura di Daniela Lamberini, nel volume “Il mondo di Matteo Neroni, cosmografo mediceo”. All’inizio del XVII secolo i mezzi di trasporto disponibili non avrebbero certamente permesso al Neroni di visitare personalmente tutte le città e i luoghi che ha illustrato nel suo atlante per cui ci sono piante che rispecchiano la realtà, altre meno. Tra le mappe bizzarre anche quella di Sabbioneta: la città murata viene disegnata in modo approssimativo, con soli cinque lati (nel 1602 era stata completata da tempo per cui aveva già sei bastioni) e collocata geograficamente nella “Marcha trevisana”. Pochi dubbi, comunque, che il disegno rappresenti la città gonzaghesca: è infatti identificata come “Sabioneta”, è murata, circondata da un fossato e dotata di un castello inglobato all’interno del perimetro delle mura. Evidentemente Neroni aveva dei suggeritori poco affidabili oppure lavorava di fantasia quando le informazioni erano carenti. Pianta forse di poco valore dal punto di vista strettamente storico ma certamente interessante come curiosità e indicativa di un’epoca in cui il rigore scientifico non era certo diffuso.